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Erika intervistata da Marianna Russo per Editoriale Agire
“Strada facendo vedrai che non sei più da solo, strada facendo troverai anche tu un gancio in mezzo al cielo e sentirai la strada far battere il tuo cuore, e vedrai più amore, vedrai… É una canzone e neanche questa potrà mai cambiar la vita…” (Claudio Baglioni, “Strada Facendo”).
E se la musica potesse davvero cambiare la vita e il cuore di una persona, farle scoprire il vero Amore, la speranza, il senso della propria esistenza? A raccontare la sua esperienza è Erika Provinzano, una simpaticissima ventottenne romana, mamma di una deliziosa bimba di tre anni, vincitrice dell’edizione 2009 del “Good News Festival”, la rassegna di musica cristiana contemporanea tenutasi nella diocesi di Roma e dedicata al tema “Educare alla speranza”.
Quando è nato il tuo amore per la musica?
Si può dire che sia nato con me! I miei genitori raccontano che a tre anni suonavo la diamonica; a cinque anni fu il momento della chitarra. Oggi suono il pianoforte, la chitarra e il flauto traverso:
il flauto è l’unico strumento che io abbia mai studiato, frequentando una scuola media statale a indirizzo musicale.
E hai iniziato prestissimo non solo a suonare ma anche a comporre canzoni…
Beh, sì! Ho scritto la prima canzone con mio padre, quando ero alle scuole elementari. Ho avuto sempre la musica nel cuore e il desiderio di scrivere testi e di cantarli, ma, crescendo, sono rimasta bloccata per circa 10 anni a causa della timidezza, per la vergogna di esibirmi in pubblico… perché non ho mai avuto il phisique du role. Poi nel 2000 ho pubblicato un album con il gruppo Kerigma, di ispirazione cristiana. Non credevo in Dio, vedevo un limite fisico alla Sua esistenza e a me non importava nulla dell’evangelizzazione, perciò dopo un po’ ho lasciato la band e questo ha segnato il mio allontanamento definitivo da Dio; la Chiesa l’avevo già lasciata da un pezzo.
Com’è avvenuta la tua conversione?
È una lunga storia, ma è importante raccontarla: solo così si può comprendere con quale spirito faccio quello che faccio e cos’è che mi spinge dal profondo del cuore ad annunciare con fervore che Gesù è davvero il Signore!
Quindi, partiamo dal periodo “buio”: com’era la tua vita?
A vent’anni mi sono sposata, con Mauro, in Comune, con tanti desideri ed aspettative, ma la mia vita faticava ad andare avanti. Ho vissuto schiava dell’ansia, della depressione e delle paure più varie fino ai 23 anni quando, in seguito alla perdita del nostro primo figlio all’inizio della gravidanza, la mia vita si è completamente sgretolata. Il lavoro andava male, non potevamo permetterci l’affitto dell’appartamento in cui abitavamo, i progetti ai quali mi dedicavo erano tutti terminati con una porta chiusa sulla mia faccia. Mi sentivo completamente sola e in balia del “caso”, ho desiderato ardentemente che la mia vita non fosse mai iniziata.
Come scrivi in una tua canzone “È là che ti sorprende” Dio, proprio negli angoli più bui dell’esistenza…
E così è stato: mentre osservavo con molta attenzione ciò che restava della mia vita e valutavo con altrettanto impegno da quale punto ricominciare, mi sono accorta che intorno a me si scioglievano determinate situazioni: alcune piccole cose finalmente si mettevano a posto da sole… Ricordo di aver pensato: ”Beh, era ora! Dopo tutta questa sofferenza, finalmente un po’ di meritato riposo!”. Ma mia madre, neocatecumenale da circa 20 anni, non era di questo avviso: per lei quelle che io chiamavo coincidenze erano un chiaro segno della presenza di Dio, che si manifestava perché mi accorgessi di Lui.
Ed è stata una spiegazione sufficiente per dare risposta alla tua inquietudine?
No, la mia razionalità me lo impediva. La mia conversione è avvenuta qualche mese dopo, grazie ad evento straordinario che la ragione non è in grado di spiegare e che ha fatto crollare le mie certezze. Il 29 Ottobre 2004, durante il convegno annuale per gli animatori del Rinnovamento nello Spirito Santo, il Signore guarì dalla sordità una collega di mia madre che io avevo conosciuto qualche settimana prima e per la quale avevo provato una profonda compassione per il disagio che la sua condizione le aveva indubbiamente arrecato. Per me è stato sconvolgente: questo Dio che non esiste e che anche se esiste è troppo impegnato a farsi i fatti suoi per ricordarsi di noi… ha fatto questo? Come può una persona sorda da 50 anni riacquistare l’udito in seguito a un incontro di preghiera?
In quel momento si è iniziato a muovere qualcosa nel tuo cuore…
Sì, tornando a casa dopo quella straordinaria notizia, dissi a mio marito: “Sai cosa c’è di nuovo? Io questa sera prego! In fondo non posso lamentarmi che le cose non cambiano se non chiedo che vengano cambiate… ma potrò lamentarmi se non cambia nulla dopo che avrò chiesto”. Ero davvero convinta di non avere nulla da perdere e così quella notte, dopo 9 anni, aprii il mio cuore e pregai.
E il Signore ha ascoltato la tua preghiera…
E ha fatto molto di più di quanto avevo chiesto! Sabato 6 novembre 2004 mi recai con mia madre e mia zia in un gruppo del Rinnovamento nello Spirito, invitate dall’amica che avrebbe dato la testimonianza della sua guarigione. Quel pomeriggio pregai anch’io e sperimentai una potenza di preghiera e una concentrazione talmente forte e nitida, da avvertire fisicamente l’intensità di quel momento: iniziai a sudare e a sentirmi “bruciare”. Non avevo dubbi: Dio c’era, era lì e mi ascoltava.
Il sabato successivo venne con noi anche mio marito: fu l’inizio della mia guarigione interiore. Lo Spirito del Signore si poggiò sul mio cuore come una sottile nebbia che scendeva dal cielo mano a mano che il canto cresceva e nel canto l’ho riconosciuto:era il Signore! Aveva avuto pietà di me e mi liberava da tutto il dolore e da tutta la sofferenza che mi aveva soffocata fino a quel momento. Quel pianto erano tutte le lacrime che non avevo pianto, era tutto il dolore che non avevo esternato e che nel tempo aveva cariato il mio cuore rendendolo sempre più sensibile e sofferente. Quello fu l’incontro tra me e Dio!
Da quel giorno è iniziata per te una nuova vita…
Sì, sono davvero rinata! Da allora partecipo agli incontri di preghiera della comunità del Rinnovamento nello Spirito chiamata Tenda di Davide, presso la Parrocchia S. Timoteo a Roma. Nel 2005 ho sposato in Chiesa mio marito e nel 2006 è nata la nostra bellissima bambina, Elisa, e oggi sono una felicissima moglie e mamma a tempo pieno. Mi dedico all’evangelizzazione con i “talenti” che Lui mi ha affidato, cercando di farli fruttare al meglio per la Gloria del Suo nome e la salvezza di chi si è perso e si sente solo, come mi sentivo io. Compongo la versione moderna di molti inni e cantici per la Liturgia delle Ore. Attualmente sono impegnata come cantante e attrice nel Musical di Francesca Satta Flores “Più che le sentinelle l’aurora”: sono autrice e arrangiatrice di quasi tutte le canzoni dello spettacolo. Grazie al Signore ho anche superato ogni imbarazzo e disagio nell’esibirmi: l’importante è che il Messaggio passi!
S. Agostino diceva che “chi canta prega due volte”: che ne pensi?
Il mondo non si cambia con una bella canzone… ma con la preghiera sì! Io credo nel potere della preghiera e credo davvero che cantare abbia il potere di amplificare la nostra preghiera, non tanto perché sia più udibile da Dio, ma perché la musica ha il potere di coinvolgere tutto il nostro essere. La musica, con le sue vibrazioni, può abbattere quel muro di durezza che avvolge il nostro cuore proprio come accadde alle mura di Gerico. La musica ci raggiunge, ci commuove, crollano i muri… e Dio vince! Quello è il momento in cui la Parola di Dio ha raggiunto il centro del nostro cuore. La musica non viene rifiutata neanche dai cuori più duri: è l’unica in grado di passare attraverso le orecchie più ostinate! Orecchie che rifiuterebbero qualunque catechesi ed omelia lasciano passare indisturbata la musica: ecco la potenza della musica a servizio di Dio!
Per questo è nato il progetto di evangelizzazione “Cantate al Signore un canto nuovo”?
In questi tempi in cui vediamo le tenebre avanzare, noi cristiani dimentichiamo che Gesù ci ha detto: “Voi siete la luce del mondo”. Più le tenebre avanzano più noi ci dimentichiamo di “splendere”. Quanto è importante allora ricordarsi di tenere viva la fiamma dello Spirito Santo in noi, perché con la nostra evangelizzazione possiamo portare in ogni angolo buio la luce di Gesù con cuore lieto e soprattutto fiero!
Grazie, Erika, per la tua bella testimonianza: la tua voce e le tue canzoni toccano il cuore e fanno sollevare lo sguardo a Colui che attende il nostro sì per intessere con noi una meravigliosa storia d’amore e speranza!
Artivolo di Marianna Russo per Editoriale Agire
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